Genealogia italiana di Stefania Fangarezzi

Genealogista professionista

Piccolo glossario di genealogia

Per questo glossario si ringraziano: Wikipedia, Guida Generale degli Archivi di stato Italiani, Guida degli Archivi Diocesani d'Italia; per le fonti citate.)

Attenzione, il glossario è in aggiornamento e quindi alcune informazioni, in particolare alcuni collegamenti ipertestuali (link) potrebbero non funzionare. Ce ne scusiamo, stiamo provvedendo ad una verifica totale del database, dateci solo un po' di tempo, grazie.

Regolamenti di legge relativi alle deleghe: Delega.

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Nobilta

La Nobiltà secondo una definizione dovuta allo storico Marc Bloch, si definisce nobiltà una classe dominante che abbia uno statuto giuridico suo proprio che confermi e materializzi la superiorità che ella pretende e, in secondo luogo, che tale statuto si perpetui per via ereditaria. E’ ammessa, a favore di alcune famiglie nuove, la possibilità di conquistarne l'accesso, anche se in numero ristretto e secondo norme regolarmente stabilite.

La Repubblica Italiana, non riconoscendo i titoli nobiliari, nel 1948 ha abrogato la regolamentazione della consulta Araldica con la disposizione transitoria e finale n. 14 della Costituzione. Le regolamentazioni relative ai titoli nobiliari non hanno effetti civili e non sono riconosciute dallo Stato italiano. Viceversa i predicati nobiliari (cioè, la denominazione di luogo associata ad un titolo nobiliare che ne indica la giurisdizione. Per esempio: per il "conte di Macerata" la parte di Macerata è il predicato del titolo di conte) esistenti prima del 22 ottobre 1922 (marcia su Roma) e che, se di origine pre-unitaria, siano stati riconosciuti dalla Regia Consulta Araldica del Regno d'Italia (requisito interpretativamente aggiunto dalla sentenza costituzionale n. 101/1967 in base al combinato disposto dell'art. 3/1° Cost. con l' art. XIV/1° delle disposizioni transitorie e finali), i quali valgono come parte del nome, ma solo se siano stati oggetto di previa e specifica sentenza di “cognomizzazione”.

Se i predicati sono “parti del nome” e sono tutelati giudizialmente, il titolare può trasmetterli a tutti i suoi discendenti (legittimi e naturali) ed anche al figlio adottivo, come qualsiasi cognome.

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